Agriturismo Al Robale - Almenno San Bartolomeo (BG)

Alexandra ci accoglie in un'inappuntabile divisa da Chef, gli occhi pungenti ed il naso all'insù. Saliamo la scaletta che dà accesso ad una splendida veranda con vista aperta sulla pianura. 'L'avete vista la volpe? Sì, ha attraversato la strada poco prima che passaste voi!'. E ci accompagna al tavolo con una vigorosa stretta di mano. La volpe non l'abbiamo vista, anche perché eravamo impegnati in una difficoltosa manovra in prima, per raggiungere questo gioiello di posto.


Al Robale non è un agriturismo nel senso classico del termine. Innanzi tutto il menù è alla carta. Poi, la qualità dei piatti proposti rasenta l'eccellenza di ristoranti assai blasonati. Basti pensare che il 'Coniglio del Robale' vinse nel 2014 il premio 'Agripentola d'Oro' di Campagna Amica quale miglior piatto degli agriturismo bergamaschi. 

Badate bene, non pensate di spendere 30 euro per mangiare qui. La raffinatezza degli ambienti, l'accuratezza della mise en place, la vista impagabile e soprattutto l'eccellenza (non solo delle materie prime, ma anche tecnica) dei piatti proposti indirizzano il pasto verso i 50/60 euro. Seguiteci e capirete perché sono soldi ben spesi.


La Signora Hermann si ispira a Paul Bocuse. No, non è uno scherzo e, credeteci, non c'è nulla di assurdo o di fuori luogo in questo. La Signora Hermann ha studiato. Ha ponderato bene la scelta di aprire un'attività di ristorazione. Solamente con le solide basi acquisite ha deciso di cimentarsi. 

Si tratta di una cucina di illuminazione francese, con qualche raggio di Baviera; il tutto non dimentica ovviamente il territorio di Bergamo che Alexandra ama come e più di se stessa; in fondo 'I Bergamaschi sono diffidenti all'inizio, un pò come i Bavaresi. Ma a me piace così: la fiducia bisogna guadagnarsela'. Sono più di 30 anni che vive qui. 

L'azienda produce asparagi, frutti rossi, pomodori, animali da cortile, miele e altre perle. Tutti questi ingredienti si possono trovare poi nel menù; Alexandra si attiene scrupolosamente alle regola secondo cui un'azienda agrituristica deve apportare una quota significativa di prodotto proprio: siamo oltre il 50%. Vini e salumi, che non sono di produzione propria, provengono comunque da attività limitrofe.

La classica bruschetta viene proposta come amouse bouche, un inizio semplice e buono, con un pomodoro dolce, succoso. Decidiamo di accompagnare la cena con il prosecco, un pò mediocre a dire il vero; andrebbe implementata la carta dei vini, vista la qualità della ristorazione.



Nonostante ci fossero state proposte le lumache alla Buorguignon, ricetta assai ambita e amata dalla Signora Hermann, decidiamo per un più accessibile tagliere del Robale ed un cartoccio di formaggio di capra su pomodoro cuore di bue.

Gli antipasti sono accompagnati da un magnifico bretzel che tradisce le origini della padrona di casa.



La qualità dei salumi è ineccepibile; avremmo gradito qualche assaggio in più di formaggio.



Il cartoccio davvero gustoso e succulento; l'olio evo superbo.



Per i primi ci facciamo guidare da Alexandra. La nostra scelta ricade su due paste ripiene, entrambe assai ben cucinate.

I ravioloni ai 7 segreti evidenziano l'ottimo bilanciamento dei sapori. Il dolce della composta di prugne si sposa con la sapidità del ripieno, in cui emergono la frutta secca e il pomodoro essiccato. Un piatto da 20 euro, forse un tantino eccessivo.



I casoncelli agli asparagi risultano azzeccati e rivelano la dolcezza del ripieno; a differenza degli asparagi comuni, spesso tendenti all'amarognolo, quelli del Robale hanno un gusto più piacevole, aromatico, rotondo. Probabilmente, vista l'assenza di carne, sarebbero più assimilabili agli scarpinòcc ma son dettagli.



La scelta di condire la pasta con la crema di latte, pur freschissima, può risultare un pò spiazzante. Ne deriva una consistenza assai liquida.

La cena si conclude con un tris di dolci da urlo. Spesso si cade nel finale di pasto, proponendo dessert banali o, al contrario, troppo elaborati.


Qui la signora Hermann si è superata, dallo strudel alla tartelletta di lamponi (freschissimi), alla meringata al limone. Un tripudio. Da manuale la pasta brisée utilizzata per le basi: la sua neutralità, al contrario della pasta frolla, conferisce maggiore importanza al sapore degli altri elementi.



Chiudiamo con una bella chiacchierata nel regno della Sig.a Hermann, la sua cucina.




Siamo stati coccolati dall'inizio alla fine, avendo l'agriturismo tutto per noi (una sorta di fortunata esclusiva). Alexandra ci ha fatto persino scegliere la musica di sottofondo: così abbiamo scoperto (noi ignoranti in materia!) Max Raabe e non lo dimenticheremo di certo.

Il posto è magnifico, la cucina sorprendente. E'un luogo speciale, differente, magico.