'Vietnamonamour' (Milano): Viaggio dei sensi

Dal soppalco si domina la scena, come si fosse registi di un film. Sì perchè a Vietnamonamour si è protagonisti di un lungometraggio attraverso tempi e luoghi, sensi e sensazioni.


Una nuvola di profumi asperge l'anima subito, appena entrati. E la Milano cupa della periferia è lontana, improvvisamente. Il grigio ed il freddo sono fuori; dentro il colore ed il tepore. Fatevi assegnare un tavolo lassù, ne vale la pena. Giù, nell'arena operativa, giovani cameriere svolazzano leggiadre con piatti impronunciabili, guidate da Dario, il patron che ha lasciato una sicura carriera in una multinazionale per seguire l'amore – la franco-vietnamita Christiane - e la passione per l'oriente: è lui che abbina sapientemente i vini mentre il giovane barman con gli occhi a mandorla macina ghiaccio per dar vita a cocktail esotici.


In questo rutilante e raffinato caleidoscopio sono gli attori del film "A la verticale de l'éte" di Tran anh Hung che passa in loop sulla parete del locale, ad accompagnare gli avventori nel loro viaggio del gusto ed a ricordarci che qui l'Amore è genesi di tutto. Amore anche per la cucina: una passione che si percepisce dalla pazienza nello spiegare le esotiche proposte del menu.


La cucina vietnamita di distingue principalmente per una peculiarità: l'onnipresenza del nuoc mam, immancabile condimento ricavato dalla fermentazione del pesce in salamoia. Può piacere o meno, ma il 'sottofondo' delle portate principali è quello.

Noi optiamo per due menu guidati per questo primo approccio al Vietnam. Dario ci consiglia un ottimo Refosco per accompagnare la degustazione e ci augura 'buon viaggio'.

Gli antipasti sorprendono per la consistenza. Gli involtini a base di farina di riso, bahn cuon, si mangiano trascinando letteralmente in bocca con le bacchette il gommoso quadrato sormontato dalla cipolla disidratata.


Più familiari e affini al nostro palato, i Nem ràn, croccanti involtini a base di carne (o pesce), che vanno immancabilmente intinti nella suddetta colatura di pesce alternata alla salsa piccante. Complicato? Più a dirsi che a farsi, visto che gli ultimi vanno mangiati con le mani, avvolgendoli in foglie di insalata.


La zuppa che segue è la quintessenza della cucina vitrnamita, profumata e ricca, un vero piatto unico. Il pho, a base di carne e spezie, servita con noodles di riso. Una zuppa sorprendentemente leggera ma corroborante, equilibrata.


Poi, un pollo così morbido da sciogliersi in bocca, e il
bun cha, bocconcini di maiale croccanti, per stomaci forti.



Infine, i dessert, che assolvono alla necessità di accontentare i palati italiani, ma che non esistono nella tradizione vietnamita. Dario e Christiane hanno inventato un créme caramel a base di latte di cocco e una torta allo zenzero riuscendo a conuigare perfettamente ingredienti orientali con ricette occidentali.


Siamo stati molto bene a Vietnamonamour, dall'inizio alla fine. Abbiamo respirato l'atmosfera dell'Oriente. Certo, il Vietnam sarà molto meno sofisticato e raffinato. Tuttavia, la delicatezza con la quale i padroni di casa hanno voluto realizzare questa 'casa del gusto' ha consentito di preservare l'autenticità della proposta. Non c'è kitch o forzatura. La scelta dei materiali e
il tovagliato, persino la custodia delle bacchette, sanno di genuino.


Se vi piace sperimentare e trascorrere una serata romantica, è il posto per voi.