64/100 - 'Ristorante della Salute' (Olmo al Brembo - BG) - porcini a go-go

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Ci son posti dove si torna senza un perchè, ma si ha la sensazione di averne un ricordo positivo anche se il cibo o il servizio non sono stati memorabili. E'quella sensazione di sentirsi a proprio agio, nel giusto posto al momento opportuno, in un ambiente caldo e genuino, sincero.


E'così il Ristorante della Salute di Olmo, antica stazione di cambio dell'alta Val Brembana, osteria inserita in uno splendido palazzo seicentesco, dove la strada ormai punta decisa al crinale tra le Orobie e la Valtellina.
Io qui ci vengo in autunno quando è stagione di funghi. Sì perchè il Sig. Ronzoni i porcini li conosce e ci va lui personalmente a raccoglierli, come tiene a precisare con giustificato orgoglio.
E' lui che ci fa accomodare nell'accogliente sala dagli arredi un po' agèe da secondo dopoguerra, con quel fare un po'burbero di chi alle 13:30 stava già pensando a sbaraccare, del resto siamo in montagna e qui si mangia presto. Quel fare ruvido che i Bergamaschi ben conoscono, che poi ti si scioglie in un sorriso. 


Ebbene i piatti vengon declamati a voce, non c'è menu, ci sono i piatti del giorno che poi son quelli forti del locale, dove i funghi, la polenta e la carne la fan da padrone. Ci lasciam tentare dai pizzoccheri, che, pur non bergamaschi di origine, hanno radici appena al di là del passo. Io opto per la polenta con i porcini, memore della precedente esperienza positiva.
C'è da dire che non ho mai atteso così poco per mangiare. Son passati trentaseconditrenta dall'ordinazione ed ecco uscire i primi, non che si pretendesse che la polenta fosse cotta da zero, ma così insomma il dubbio ti viene che i piatti siano lì da tre ore pronti per esser portati fuori magari dopo un breve tocco di microonde. 



Ed in effetti i pizzoccheri deludenti lo sono, la pasta un po'scotta ed incollata al formaggio ed alla verdura, un pizzocchero anonimo per dirla tutta. La mia polenta ai funghi invece è buona, forse un po' freddina, ma i porcini sono freschi e abbondanti, l'intingolo ammorbidisce la taragna sottostante, un piatto che val la pena di farsi la strada fino a qui.


Saltiamo - come spesso ci capita - i secondi e ci fiondiamo sulla torta alle mele e sul gelato con frutti di bosco. Senza infamia né lode a dire il vero; la torta molto rustica ma comunque piacevole e fragrante; il gelato presentava del ghiaccio al suo interno quindi non un granchè.

Il conto presenta infine 22 euro a testa per primo + dolce e caffè, in cui spiccano i 15 euro della polenta con i funghi.
Per me rimane un buon indirizzo nell'alta valle Brembana per chi ama i funghi, per il resto nulla di eccezionale.